È morta Cinzia Oscar, la voce neomelodica che ha conquistato Napoli: il dolore straziante del figlio Marco Calone

È morta Cinzia Oscar

Napoli, 16 marzo 2026 – Il mondo della musica partenopea è in lutto per la prematura scomparsa di Cinzia Oscar, pseudonimo di Vincenza Testa, venuta a mancare improvvisamente ieri, 15 marzo 2026, all’età di 63 anni (avrebbe compiuto 64 il prossimo ottobre). La notizia, diffusa dal figlio Marco Calone con un post devastante su Instagram – «Mamma sono morto insieme a te. Mi hai insegnato tutto, tranne a vivere senza di te» –, ha scatenato un’ondata di cordoglio immediata tra fan, colleghi e napoletani che l’hanno seguita per decenni.

Cinzia Oscar era una delle figure più autentiche e amate della scena neomelodica e popolare napoletana. Nata il 20 ottobre 1962 a Napoli, aveva esordito da bambina: a soli sette anni salì sul palco al posto del fratello malato, accanto al padre che faceva parte del Trio Oscar. Da lì una carriera lunga e intensa, iniziata ufficialmente nel 1979 con il primo 45 giri “Caro diario / Vita ‘e ‘nfamità”. Tra i suoi successi più noti “Nun so’ na bambola”, “Caro figlio mio”, “Maledizione”, “Gesù Giuseppe S. Anna e Maria” e “E’ colpa toia”, incisi per etichette storiche come Zeus Record, Mea Sound e OP Music. Non solo cantante, ma anche attrice teatrale: ricordata per spettacoli come “Nu Bambeniello e Tre San Giuseppe” del 2018.

Il legame con Marco Calone era profondo, sia familiare che artistico. Nato dalla relazione con il cantante Franco Calone, Marco ha seguito le orme dei genitori diventando uno dei volti più noti della nuova generazione neomelodica. Madre e figlio hanno duettato in brani toccanti come “T’aggia proteggere” (nell’album “Nato tra le note” del 2011), “Nun So Na Bambola 2.0” e “Cara mamma mia”. Proprio Marco le aveva dedicato la canzone “Mamma” nel disco “A testa alta” del 2016, un omaggio che oggi risuona con dolore ancora maggiore.

Negli ultimi mesi Cinzia Oscar aveva affrontato una malattia con grande coraggio. A dicembre 2025 aveva condiviso un messaggio di speranza definendolo un “miracolo di Natale” dopo un periodo difficile; a gennaio 2026 era apparsa in un video dal letto d’ospedale, sorridente e determinata a riprendersi. Purtroppo la battaglia si è conclusa in modo improvviso, lasciando sgomenti tutti coloro che la conoscevano come una “leonessa”, solare, generosa e sempre vicina al suo pubblico.

La reazione è stata travolgente. Su Instagram, Facebook e TikTok migliaia di messaggi, storie con vecchi video dei duetti madre-figlio, foto di concerti e tributi commossi: «Una donna vera, il cuore di Napoli», «Riposa in pace regina della neomelodica», «Napoli ha perso un pezzo di sé». Pagine di gossip, gruppi di appassionati e colleghi hanno condiviso ricordi, amplificando il dolore espresso da Marco Calone. In tanti hanno ripercorso la sua vita artistica, chiedendosi dettagli sulla sua età, sulla salute recente e sulle cause del decesso, in un misto di affetto e incredulità.

Oggi Cinzia Oscar non c’è più, ma la sua voce continua a vivere nelle playlist e nei ricordi di chi l’ha amata. Brani come “Nun so’ na bambola” e “Lady Oscar” raccolgono ancora migliaia di ascolti su YouTube e Spotify. I funerali si terranno lunedì pomeriggio nel quartiere della Sanità, dove Napoli le renderà l’ultimo saluto.

In momenti come questi il web diventa uno specchio delle emozioni collettive: la rapidità con cui una notizia si diffonde, il bisogno di conferme, il desiderio di ricordare. Cinzia Oscar ha lasciato un vuoto nella canzone napoletana, ma anche una lezione di forza e autenticità che non svanirà facilmente. Napoli piange una delle sue figlie più sincere.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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