Famiglia nel bosco, Nathan apre al dialogo con l’assistente sociale: verso il ricongiungimento con i figli a Palmoli

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Palmoli (Chieti), 16 marzo 2026 – La vicenda della famiglia nel bosco continua a tenere con il fiato sospeso l’opinione pubblica, dopo mesi di tensioni, allontanamenti e confronti istituzionali. Il padre Nathan Trevallion, dopo un lungo periodo di resistenza, ha avviato un confronto diretto con l’assistente sociale Veruska D’Angelo, responsabile del caso fin dall’inizio, segnando una possibile svolta nel tentativo di riportare a casa i tre figli minori, collocati in una struttura protetta a Vasto dal 20 novembre 2025.

Nathan, 51 anni, originario del Galles, e la moglie Catherine Birmingham, australiana di 45 anni, avevano scelto da anni di vivere in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, adottando uno stile di vita neorurale: senza servizi igienici tradizionali, lontani dalla modernità, con i bambini (due gemelli di circa 7 anni e una sorellina di 9) cresciuti a contatto con la natura, tra animali, legna e silenzio. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, sulla base delle relazioni dei servizi sociali, ha disposto l’allontanamento urgente ritenendo che le condizioni igieniche, l’assenza di scolarizzazione formale e alcuni aspetti educativi rappresentassero un rischio per lo sviluppo dei minori.

Da allora la situazione si è complicata: i bambini sono stati trasferiti in una casa famiglia a Vasto, inizialmente con la madre Catherine che poteva restare con loro. A dicembre 2025 e nei mesi successivi sono emerse divergenze, culminate nel febbraio-marzo 2026 con l’allontanamento notturno della madre dalla struttura e un’escalation di accuse reciproche. La Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni, dopo aver visitato i piccoli, ha definito l’intervento “spropositato” e i bambini “scossi ma forti”, mentre i servizi sociali dell’ECAD Alto Vastese hanno difeso l’operato, sottolineando la mancanza di qualsiasi forma di istruzione e le condizioni non adeguate.

La svolta è arrivata negli ultimi giorni. Giovedì 13 marzo Nathan ha incontrato per tre ore l’assistente sociale Veruska D’Angelo a Monteodorisio, alla presenza della Garante regionale abruzzese Alessandra De Febis e di un interprete. L’uomo, descritto come “deciso e autonomo” dal sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli, ha espresso disponibilità concreta: accettare una casa comunale messa a disposizione dal Comune (un appartamento di 75 mq con due camere, bagno, cucina, pannelli solari e spazio giochi, vicino alla scuola e allo stadio), iscrivere i figli a scuola pubblica da settembre, garantire visite pediatriche regolari (inclusi controlli e vaccini) e seguire un percorso monitorato con i servizi sociali. L’obiettivo è l’affidamento esclusivo dei minori a Nathan, con Catherine in una posizione più marginale, per favorire un ricongiungimento rapido.

Nathan ha anche rivolto un appello pubblico: “Grazie per la vicinanza, ma non fate proteste o presidi davanti alla casa famiglia per non turbare i bambini”. Un gesto di pace che ha colpito molti, come sottolineato dal conduttore Massimo Gramellini nella sua “buonanotte” su LA7, lodando la scelta di abbassare i toni per il bene dei figli.

Le reazioni sono divise. Sui social e tra i residenti di Palmoli e dintorni c’è chi vede nell’intervento dello Stato un eccesso di ingerenza su una famiglia che viveva in armonia con la natura, e chi invece difende la necessità di tutelare i diritti basilari dei minori (igiene, istruzione, salute). Gruppi di sostegno alla famiglia organizzano petizioni e solidarietà, mentre altri sottolineano il trauma subito dai bambini e la legittimità dell’azione giudiziaria. La lettera degli assistenti sociali ha accusato la Garante Terragni di “gogna mediatica”, e la stessa Veruska D’Angelo ha sporto denuncia per violenza privata contro gli avvocati della coppia, rei – a suo dire – di aver ostacolato una perizia psichiatrica.

Martedì 17 marzo sono attesi gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio al Tribunale dell’Aquila per ulteriori approfondimenti. Il percorso verso la perizia psichiatrica (prevista per fine maggio) e un possibile affidamento entro tre mesi resta aperto, ma la collaborazione di Nathan rappresenta il segnale più concreto di disgelo dopo quattro mesi di stallo.

Casi come questo della famiglia nel bosco – con Nathan al centro delle ricerche insieme all’assistente sociale – toccano corde profonde: il confine tra protezione dell’infanzia e rispetto della privacy familiare, il peso delle scelte di vita alternative, il ruolo dello Stato in contesti non convenzionali. Mentre i tre bambini restano nella struttura di Vasto, l’Italia segue con attenzione, sperando in una soluzione che metta al primo posto il loro benessere.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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