Elezioni Francia: affluenza in calo alle comunali, socialisti forti a Parigi ma l’estrema destra avanza al Sud e spaventa l’Europa

Parigi, 16 marzo 2026 – Le urne francesi si sono aperte ieri per il primo turno delle elezioni comunali, un voto locale che però assume i contorni di un test nazionale cruciale in un Paese diviso e incerto sul suo futuro politico. Con un’affluenza sotto il 50%, in netto calo rispetto alle precedenti tornate, le elezioni in Francia stanno già facendo discutere: i socialisti tengono a Parigi, ma il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella guadagna terreno al Sud, confermando i sondaggi che lo danno come primo partito. In un contesto di tensioni sociali e economiche, questo scrutinio – che coinvolge quasi 49 milioni di elettori per eleggere i sindaci di migliaia di comuni – potrebbe ridisegnare gli equilibri in vista delle prossime sfide nazionali, con ripercussioni su tutta l’Europa.
Il voto in Francia arriva in un momento delicato per la Quinta Repubblica. Dopo le legislative anticipate del 2024, che hanno portato a uno stallo parlamentare con il Nuovo Fronte Popolare di sinistra in testa ma senza maggioranza assoluta, e la coalizione di Emmanuel Macron ridimensionata, il Paese è governato da un esecutivo di transizione. Il presidente Macron, rieletto nel 2022 ma con un consenso eroso dall’inflazione, dalle proteste dei gilet gialli e dalle divisioni sulla riforma pensionistica, guarda a queste comunali come a un termometro della sua tenuta. I macroniani sperano in segnali positivi, come a Le Havre, dove il premier uscente potrebbe confermare la sua influenza. Ma la vera incognita è l’ascesa dell’estrema destra: il Rassemblement National, che alle europee del 2024 aveva sfiorato il 30%, punta a conquistare roccaforti nel Mezzogiorno francese, da Marsiglia a Perpignan, dove l’immigrazione e la sicurezza sono temi caldi.
I primi risultati delle elezioni francesi indicano un quadro frammentato. A Parigi, i socialisti guidati da Emmanuel Grégoire sembrano favoriti per succedere ad Anne Hidalgo, con la candidata della France Insoumise, Sophia Chikirou, che potrebbe erodere voti a sinistra ma non abbastanza per rovesciare il pronostico. Nel Sud, invece, il Rassemblement National avanza: a Marsiglia, la sfida è aperta, con la destra che capitalizza sul malcontento per la criminalità e la disoccupazione. Jordan Bardella, il giovane leader del partito, ha già parlato di “vittoria del popolo contro l’élite parigina”, alimentando un discorso populista che risuona tra gli elettori rurali e periferici. L’affluenza bassa, intorno al 45-48%, riflette un disincanto generale: molti francesi, stanchi delle divisioni, hanno scelto l’astensione, un fenomeno che preoccupa gli analisti per il suo impatto sulla legittimità del sistema.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Sui social e nelle piazze, i sostenitori della sinistra festeggiano la resistenza a Parigi, ma avvertono: “Se l’estrema destra vince nei comuni, sarà l’inizio della fine per la Repubblica”, come ha commentato un militante del Nuovo Fronte Popolare intervistato da France Info. Dall’altro lato, i simpatizzanti di Le Pen esultano per i guadagni al Sud, vedendo in questi risultati un preludio alle presidenziali del 2027. Analisti come quelli di Le Monde sottolineano il rischio di una polarizzazione estrema: “Queste elezioni politiche in Francia non sono solo locali, ma un banco di prova per l’intero spettro ideologico”. Emmanuel Macron, che ha votato a Le Touquet con la moglie Brigitte, ha mantenuto un profilo basso, ma fonti vicine all’Eliseo parlano di preoccupazione per la crescita del RN, che potrebbe complicare ulteriormente la formazione di un governo stabile.
E le implicazioni per l’Europa? Cosa succede in Francia non resta confinato entro i confini dell’Esagono. Con l’Unione Europea alle prese con la guerra in Ucraina, la transizione energetica e le migrazioni, un rafforzamento dell’estrema destra francese potrebbe indebolire il fronte europeista guidato da Macron. L’Italia, in particolare, osserva con attenzione: un governo Francia più nazionalista potrebbe alterare gli equilibri nel Mediterraneo, influenzando politiche su immigrazione e debito comune. Giornalisti come quelli di Le Figaro avvertono: “Se Bardella e Le Pen consolidano il potere locale, l’onda sovranista potrebbe contagiare altri Paesi”.
Mentre attendiamo il secondo turno di domenica prossima, che deciderà i sindaci definitivi, il voto in Francia lascia aperta ogni ipotesi. In un Paese che ha fatto della rivoluzione il suo simbolo, queste elezioni potrebbero segnare l’inizio di un nuovo capitolo turbolento. Resta da vedere se prevarrà la stabilità centrista o l’ascesa degli estremi, ma una cosa è certa: l’Europa trattiene il fiato.