Jessie Buckley trionfa agli Oscar 2026 con “Hamnet”: l’attrice irlandese vince come Miglior Attrice per il ruolo di Agnes

Los Angeles, 16 marzo 2026 – Jessie Buckley ha scritto una pagina indelebile della sua carriera: l’attrice irlandese ha conquistato il suo primo Oscar come Miglior Attrice Protagonista per la performance straziante in Hamnet, il film diretto da Chloé Zhao che ha dominato la stagione dei premi 2026. La vittoria, annunciata nella notte tra il 15 e il 16 marzo al Dolby Theatre, arriva dopo un percorso quasi inarrestabile: Golden Globe, Critics Choice, BAFTA, SAG e IFTA Awards, tutti conquistati per lo stesso ruolo. Un clean sweep che consacra Buckley come una delle interpreti più potenti della sua generazione.
Jessie Buckley interpreta Agnes Hathaway, la moglie di William Shakespeare (Paul Mescal), in un dramma storico che esplora il lutto per la morte del figlio Hamnet, avvenuta nel 1596 per peste. Il film, adattamento del romanzo bestseller di Maggie O’Farrell del 2020, non è una biografia del Bardo, ma un’intima esplorazione del dolore familiare, della maternità e del genio creativo nato dalla tragedia. Agnes, ritratta come una donna forte, intuitiva e quasi “magica” (con accenni a radici folkloristiche e herbaliste), diventa il cuore pulsante della storia. Buckley porta sullo schermo un’interpretazione viscerale: dal grido primordiale di perdita alla quieta resilienza, passando per momenti di tenerezza e rabbia. Critici e pubblico hanno definito la sua Agnes “devastante”, “un pugno allo stomaco”, capace di far commuovere intere sale.
Il Hamnet film ha ricevuto otto nomination agli Oscar 2026, tra cui Miglior Film, Miglior Regia per Chloé Zhao, Miglior Attore non protagonista per Mescal e Miglior Sceneggiatura non originale. La pellicola, prodotta da Focus Features e girata in location rurali inglesi (Herefordshire e Stratford-upon-Avon), ha ricreato con cura il Globe Theatre e l’Inghilterra elisabettiana, ma il vero trionfo è stato emotivo: il film parla di perdita universale, di come il dolore possa trasformare una vita e ispirare un capolavoro come “Amleto”. Buckley ha dedicato il discorso di accettazione al “caos bellissimo del cuore di una madre”, rivelando in interviste precedenti quanto il ruolo l’abbia toccata profondamente – soprattutto dopo essere diventata madre di una bambina di pochi mesi.
La reazione è stata travolgente. Sui social esplodono i tributi: “Jessie Buckley è Oscar winner, finalmente!”, “Hamnet mi ha distrutto, ma che performance”, “Agnes vivrà per sempre grazie a lei”. Critici italiani e internazionali lodano la capacità di Buckley di passare dal teatro (dove ha esordito con “The Last Five Years” e “A Little Night Music”) al cinema con una presenza magnetica. Fan e addetti ai lavori ricordano il suo percorso: da concorrente di “I’ll Do Anything” nel 2008 a ruoli iconici in “Chernobyl”, “The Lost Daughter”, “Men” e “The Woman in the Window”. Ora, con Hamnet, arriva la consacrazione.
In Italia il film è uscito a gennaio 2026 e ha trovato un pubblico empatico, soprattutto tra chi apprezza il dramma storico intrecciato a temi contemporanei come il lutto genitoriale e la forza femminile. Molti hanno paragonato la performance di Buckley a quella di Olivia Colman in “The Favourite” o di Frances McDormand in “Nomadland” (diretto dalla stessa Zhao): intensa, autentica, indimenticabile.
Jessie Buckley, 36 anni, nata a Killarney, Irlanda, continua a stupire. Dopo Hamnet è già attesa in “The Bride!” di Maggie Gyllenhaal (uscito a marzo 2026), dove interpreta tre ruoli diversi. Ma è con Agnes che ha toccato il picco: un personaggio che parla di maternità, perdita e resilienza in modo universale. In un’epoca di blockbuster e franchise, Hamnet e Jessie Buckley ricordano che il cinema può ancora ferire, commuovere e cambiare chi lo guarda. L’Oscar è solo la ciliegina: la vera vittoria è aver dato vita a una donna che, a quattro secoli di distanza, continua a far piangere il mondo.
