Bonus carburante, il governo punta sui redditi bassi: addio taglio accise, arriva il bonus mirato contro il caro benzina

bonus carburante

Con la benzina schizzata a 1,84 euro al litro e il gasolio oltre i 2 euro, gli italiani tornano a cercare disperatamente il bonus carburante. Le ricerche su Google esplodono in questi giorni, spinte dai rincari legati alla crisi in Medio Oriente e dalla decisione del governo Meloni di non tagliare le accise, come invece si sperava fino a poche settimane fa. Al posto di uno sconto generalizzato alla pompa, l’esecutivo sta studiando un intervento selettivo: un bonus carburante destinato alle famiglie più in difficoltà, probabilmente con Isee sotto i 15.000 euro, e misure ad hoc per autotrasportatori e imprese.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso lo ha lasciato intendere chiaramente durante il question time al Senato: niente accise mobili per tutti, ma aiuti mirati per chi soffre di più. Il ragionamento è semplice: un taglio generalizzato costerebbe allo Stato miliardi in extragettito (si parla di 9,5 milioni al giorno solo per l’aumento delle accise non compensate), mentre un bonus selettivo permette di aiutare chi ne ha davvero bisogno senza svuotare le casse pubbliche. Nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbe arrivare la bozza definitiva.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente quando si dice bonus carburante in questo contesto? Non è un voucher universale per tutti gli automobilisti. L’idea più concreta al momento è l’estensione della carta “Dedicata a te”, lo strumento da 500 euro annui per le famiglie con Isee fino a 15.000 euro già usato per la spesa alimentare di base. Nel 2023 era già successo: ai 382,5 euro per i generi alimentari si aggiunsero 77,20 euro proprio per i carburanti. I beneficiari potrebbero quindi usare di nuovo la card anche per fare il pieno di verde o diesel a prezzi più bassi. Un aiuto concreto, ma limitato a chi ha redditi molto bassi.

Parallelamente, per i lavoratori dipendenti resta vivo lo strumento dei fringe benefit. Nel 2026 la soglia di esenzione fiscale è confermata a 1.000 euro annui (o 2.000 euro per chi ha figli a carico): le aziende possono erogare buoni carburante, buoni spesa o rimborsi senza che il dipendente paghi tasse né contributi su quell’importo. Molte imprese, soprattutto in questo periodo di caro benzina, stanno già sfruttando questa possibilità per alleggerire il peso dei pendolari. Non è un “bonus statale” vero e proprio, ma un benefit aziendale che può fare la differenza in busta paga.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il Codacons ha criticato duramente la scelta di non tagliare le accise: «Non basta un bonus per pochi, serve uno sconto strutturale per tutti gli italiani che usano l’auto per lavorare o per necessità quotidiane». Dall’altra parte, associazioni di categoria come Conftrasporto e le imprese logistiche apprezzano l’attenzione verso l’autotrasporto, settore duramente colpito dai costi del gasolio. Sui social e nei gruppi Facebook di pendolari e automobilisti il dibattito è acceso: c’è chi plaude alla selettività («almeno aiutano chi sta peggio»), chi protesta («perché non abbassano le tasse per tutti?») e chi chiede maggiore trasparenza sui tempi di erogazione.

Il contesto economico spiega bene la prudenza del governo. Gli aumenti dei prezzi alla pompa derivano da fattori internazionali (guerra in Iran, tensioni nel Golfo, speculazioni), ma pesano pesantemente sulle famiglie italiane: chi fa due pieni al mese può arrivare a spendere anche 400-500 euro in più all’anno rispetto al 2025. Senza un intervento, il potere d’acquisto si erode ulteriormente in un momento già difficile per inflazione e bollette.

Cosa succederà ora? Tutto lascia pensare che entro fine marzo o al massimo ad aprile arriverà un decreto con i dettagli operativi del bonus carburante per le fasce deboli. Nel frattempo, chi ha la possibilità di accedere ai fringe benefit aziendali farebbe bene a parlarne con il datore di lavoro: è uno degli strumenti più immediati per tamponare il caro benzina senza aspettare la burocrazia statale. Per le famiglie con Isee basso, invece, l’attenzione è tutta sulla carta “Dedicata a te”: se verrà integrata con il contributo carburante, potrebbe diventare il vero salvagente per chi arriva a fine mese con difficoltà.

Il governo ha scelto la strada degli aiuti mirati. Funzionerà? I prossimi giorni lo diranno. Intanto, per milioni di italiani il bonus carburante resta l’unica speranza concreta contro il salasso alla pompa.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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