Brahim Diaz, assist da urlo in Champions: Real Madrid batte il City e lui torna protagonista

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Brahim Diaz è tornato a far parlare di sé nel modo che i madridisti amano di più: con i piedi. Nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Manchester City, finita 3-0 per il Real Madrid all’Etihad, il marocchino ha firmato un assist decisivo per il gol di Valverde e ha mostrato quella qualità che lo rende unico quando è in giornata. Il trend su Brahim Diaz è esploso subito dopo il fischio finale: fan, analisti e social in delirio per una prestazione da vero trascinatore in una partita da dentro o fuori.

Era da tempo che non lo vedevamo così incisivo in una gara europea di altissimo livello. Brahim è entrato nel secondo tempo, ha cambiato ritmo alla manovra blanca e al 42′ ha servito un pallone perfetto per Fede Valverde, che non ha sbagliato. Non solo: due tiri in porta, una chance creata e una valutazione alta nonostante i pochi minuti. Ancelotti lo ha buttato dentro proprio per sbloccare una partita bloccata, e lui ha risposto presente. Dopo un periodo complicato al rientro dall’AFCON, con poco spazio e qualche prestazione opaca, questa uscita è un segnale forte: Brahim Diaz vuole riprendersi il Bernabéu.

Il contesto è quello di un Real Madrid che sta dominando la stagione ma che in attacco ha bisogno di alternative affidabili. Con Vinicius e Rodrygo titolari fissi, Bellingham ovunque e Mbappé (quando c’è) a fare la differenza, Brahim spesso parte dalla panchina. Ma quando tocca a lui, il cambio di passo si vede. Contro il City ha dribblato con la solita eleganza, ha creato superiorità numerica e ha dimostrato di poter fare la differenza anche in partite da dentro-fuori. L’assist per Valverde non è stato un caso: cross preciso, tempismo perfetto, visione da trequartista puro.

I tifosi sui social non si sono fatti pregare. Su X e Instagram esplodono i meme, i “Brahim is back” e i confronti con il suo periodo d’oro al Milan. C’è chi dice che Ancelotti dovrebbe dargli più minuti da titolare, chi lo vede come jolly perfetto per le rotazioni in un calendario infernale. “Him in big 2026”, ha scritto un tifoso, e non è un caso: dopo l’exploit in Coppa d’Africa 2025 (dove era stato capocannoniere prima della finale amara), molti si aspettavano un Brahim dominante anche al club. Il 2026 è iniziato in salita, ma questa prestazione in Champions potrebbe essere la svolta.

Non è un mistero che il suo futuro sia in bilico. A febbraio si parlava già di Premier League (Tottenham, Aston Villa, Newcastle sugli appunti), con il contratto fino al 2027 ma spazio limitato. Eppure partite come questa ricordano a tutti perché il Real lo ha voluto indietro dal Milan: talento puro, piedi buoni, personalità. Il ritorno post-AFCON è stato difficile – minuti contati, zero gol in Liga da marzo 2025 – ma in Europa sta trovando ossigeno.

La gara di ritorno agli ottavi sarà decisiva non solo per il passaggio del turno, ma anche per capire quanto Ancelotti punterà su di lui nelle prossime uscite. Il Real ha un vantaggio importante, ma il City resta pericoloso. Brahim Diaz potrebbe essere l’arma in più per chiudere i conti a Madrid. Se continua così, non sarà solo un subentrante di lusso: diventerà indispensabile.

Intanto i madridisti sognano. Perché quando Brahim è ispirato, il Bernabéu canta più forte. E dopo questa Champions, il suo nome è tornato dove merita: tra i protagonisti.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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