Senegal spogliato del titolo AFCON 2025: CAF consegna la coppa al Marocco dopo il walk-off in finale

Senegal spogliato del titolo AFCON 2025

Senegal è di nuovo al centro del ciclone. A due mesi dalla finale di AFCON 2025, la CAF ha ribaltato tutto: il trionfo 1-0 dei Leoni di Teranga contro il Marocco in extra time è stato annullato. Il verdetto del Board d’Appello della Confederazione Africana, arrivato il 17 marzo 2026, è netto: il Senegal ha perso per forfait la partita decisiva. Risultato ufficiale 3-0 a tavolino per i padroni di casa, che diventano così campioni d’Africa per la prima volta dal 1976. Una sentenza che ha fatto esplodere le discussioni su social, forum e chat di tifosi in tutta l’Africa e oltre.

Tutto nasce da quella finale folle del 18 gennaio a Rabat. Al 98′ di una partita bloccata sullo 0-0, l’arbitro congolese Jean-Jacques Ndala assegna un rigore al Marocco dopo check VAR su un contatto in area con Brahim Diaz. I senegalesi protestano furiosamente, il ct Pape Thiaw ordina ai giocatori di lasciare il campo. Walk-off di 15-17 minuti, tunnel, spogliatoio, caos sugli spalti con tentativi di invasione. Poi Sadio Mané, da leader, convince tutti a rientrare. Brahim Diaz sbaglia un Panenka morbido, Édouard Mendy para senza quasi muoversi, si va ai supplementari e Pape Gueye segna il gol che consegna la coppa al Senegal. Festa grande, seconda stella dopo il 2021, Mané miglior giocatore del torneo.

Ma il Marocco non ha mai digerito. La FRMF ha fatto ricorso immediato, puntando sul regolamento CAF: chi abbandona il terreno senza autorizzazione dell’arbitro decade dalla partita (articoli 82 e 84). La CAF ha dato ragione ai nordafricani: il Senegal ha “forfeited” la finale, titolo revocato. Il comunicato ufficiale è arrivato ieri, gelando migliaia di tifosi senegalesi che già festeggiavano la vittoria come un’impresa epica contro i padroni di casa.

La reazione in Senegal è di rabbia mista a incredulità. Sui gruppi Facebook e su X si parla di “furto organizzato”, di CAF che piega la testa al paese ospitante, di doppio standard. Molti ricordano che il Senegal ha rispettato il gioco rientrando in campo e vincendo sul rettangolo verde. Altri, più realisti, ammettono: “Le regole sono regole, quando esci dal campo senza permesso è forfait”. Sadio Mané, che aveva provato a tenere tutti sul prato, è finito al centro di meme e commenti: eroe per aver riportato la squadra, ma anche simbolo di una protesta che alla fine è costata cara.

Il Marocco esulta, ovviamente. La federazione ha pubblicato foto della coppa con caption tipo “Finalmente giustizia”. Ma in giro per l’Africa molti tifosi di Nigeria, Egitto, Algeria e Costa d’Avorio vedono nella sentenza un precedente pericoloso: la CAF che premia chi ospita, anche a costo di ribaltare un risultato sportivo. Il torneo 2025 era già stato segnato da polemiche arbitrali e tensioni extra-campo; questa mossa finale lo rende forse il più controverso della storia recente.

Per il Senegal è un colpo durissimo. Dopo aver dominato il girone, eliminato Sudan, Mali ed Egitto, e battuto il Marocco sul campo, i Leoni perdono il trofeo più importante. Aliou Cissé non c’è più in panchina (era stato sostituito da Thiaw prima del torneo), ma il suo spirito di resilienza resta. La nazionale resta fortissima: Mendy, Koulibaly, Mané (anche se forse all’ultima AFCON), Gueye, Jackson… Una generazione d’oro che ora guarda al Mondiale 2026 con ancora più fame. Francia permettendo, visto che i Bleus li hanno scoutati proprio durante la coppa per prepararsi al girone comune.

Cosa succederà ora? Il Senegal potrebbe fare ricorso a FIFA o CAS, ma le chance sembrano basse: il regolamento CAF è chiaro e il precedente esiste. Intanto la CAF deve gestire un terremoto di immagine: Africa unita o Africa divisa? I Leoni di Teranga, spogliati del titolo ma non della dignità sul campo, restano una potenza. E la storia di questa AFCON 2025 continuerà a dividere per anni. Perché in Africa, più che altrove, il calcio non è mai solo calcio.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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