Nuovi aumenti sigarette in arrivo: da domani scattano rincari fino a 50 centesimi a pacchetto, il tabacco costa sempre di più

Nuovi aumenti sigarette in arrivo

Roma, 15 aprile 2026 – L’ennesimo colpo al portafoglio dei fumatori italiani è ormai alle porte. Con l’aggiornamento dei listini pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da domani entra in vigore una nuova tornata di nuovi aumenti sigarette che toccherà decine di marchi diffusi. I rincari oscillano tra i 20 e i 50 centesimi a pacchetto, confermando la tendenza al rialzo che ha caratterizzato tutto il 2026.

L’aumento sigarette oggi non arriva a sorpresa. Fa parte del piano triennale di revisione delle accise sul tabacco introdotto con la Legge di Bilancio 2026, che prevede incrementi progressivi per sigarette, sigari, tabacco trinciato e, in misura minore, per alcuni prodotti alternativi. Dopo le variazioni di gennaio, febbraio e marzo, questo nuovo ritocco aggiorna i prezzi al pubblico in migliaia di tabaccherie italiane, con effetti immediati sul costo quotidiano di una sigaretta.

Secondo le tabelle ufficiali dell’Agenzia delle Dogane, i rincari colpiscono sia i marchi di fascia media che quelli più costosi. Marlboro Blue Line, Gold, Silver Blue e White si attestano ormai intorno ai 6,80 euro a pacchetto. Anche Dunhill Red, Muratti Ambassador e Kent Surround viaggiano nella stessa fascia. Marchi come Camel, Vogue, Merit, West, Pueblo, Peter Stuyvesant ed Esportazione vedono invece aumenti che portano molti pacchetti tra i 6 e i 6,50 euro. Non si salvano neppure le sigarette più economiche: il rincaro medio varia dai 20 ai 50 centesimi, a seconda del brand e del formato.

L’aumento sigarette domani arriva mentre il governo continua a puntare sul gettito fiscale generato dal tabacco. La manovra prevede un inasprimento graduale delle accise: l’accisa specifica sui tabacchi lavorati è passata da 29,50 euro per mille sigarette nel 2025 a 32 euro nel 2026, con ulteriori salite programmate per il 2027 (35,50 euro) e il 2028 (38,50 euro). L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare le entrate erariali – stimate in circa 900 milioni di euro solo per quest’anno – e disincentivare il consumo di tabacco per ragioni di salute pubblica. Nei tre anni complessivi il maggior gettito dovrebbe sfiorare 1,47 miliardi di euro.

Per i consumatori il quadro è chiaro: fumare costa progressivamente di più. Chi fuma un pacchetto al giorno si troverà a spendere diversi euro in più al mese solo per l’aumento sigarette. E il tabacco trinciato non è da meno: anche qui si registrano rincari significativi, con confezioni da 30 grammi che in alcuni casi salgono di 50 centesimi o più. Chi ha già provato a passare alle sigarette elettroniche o ai prodotti a tabacco riscaldato scopre che pure questi settori non sono del tutto immuni, sebbene gli aumenti siano più contenuti.

Nelle tabaccherie l’atmosfera è di rassegnazione mista a preoccupazione. Molti rivenditori segnalano già un calo delle vendite dopo i precedenti ritocchi di inizio anno, con i clienti che riducono le quantità o cercano marche più economiche. Sui social e nei forum dedicati al fumo il dibattito è acceso: c’è chi accusa il governo di fare cassa sulla dipendenza dei cittadini, chi invece difende la misura come strumento per tutelare la salute pubblica. Non mancano le critiche sull’efficacia reale di questi aumenti: in passato rincari simili hanno spinto una parte dei fumatori verso il mercato parallelo o il contrabbando, senza ridurre drasticamente il numero di sigarette consumate.

Dal punto di vista economico, gli aumenti sigarette si inseriscono in un contesto più ampio di pressione sui bilanci familiari. Inflazione ancora presente, caro-energia e altri ritocchi (carburanti, Rc auto, pedaggi) rendono ogni spesa extra particolarmente pesante. Per chi non riesce a smettere, l’unica strategia resta quella di razionalizzare: cambiare marca, ridurre il numero di sigarette o cercare offerte temporanee nei punti vendita.

Intanto l’Agenzia delle Dogane continua ad aggiornare i listini con cadenza regolare. Il prossimo aggiornamento potrebbe arrivare già nelle prossime settimane, perché il meccanismo di adeguamento delle accise è progettato per essere progressivo. Resta da capire se questi nuovi aumenti sigarette produrranno davvero l’effetto dissuasivo sperato o se, come accaduto in passato, si tradurranno solo in un maggior esborso per milioni di italiani senza intaccare davvero le abitudini di consumo.

Per ora, chi entra in tabaccheria da domani dovrà prepararsi a pagare di più. Una sigaretta in più o una in meno: la differenza si sentirà sempre di più sul portafoglio.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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