Ryan Gosling: da astronauta da 583 milioni di dollari a re delle risate all’SNL, Ashley Padilla svela il retroscena della notte in cui temette di perdere il lavoro

C’è un momento nella carriera di Ryan Gosling che ormai non sorprende più nessuno, eppure ogni volta riesce ancora a strappare un sorriso: quello in cui smette di recitare e scoppia a ridere. È successo di nuovo il 7 marzo 2026 durante la sua quarta conduzione del Saturday Night Live, e stavolta l’attore canadese non era solo a perdere la composizione sul palco. Al suo fianco c’era Ashley Padilla, la rivelazione assoluta della stagione 51, e insieme hanno trascinato il pubblico in uno di quei momenti che fanno la storia del leggendario show televisivo americano.
Padilla, che prima di approdare all’SNL era una delle performer più apprezzate del teatro d’improvvisazione della Groundlings di Los Angeles, si è ritrovata protagonista di un doppio scivolone in diretta nazionale, tutto orchestrato da una banda di autori dello show con un piano diabolico. Durante lo sketch “Passing Notes” — ambientato in un’aula scolastica dove lei interpretava un’insegnante goffa e Gosling il preside — gli autori Mikey Day, Streeter Seidell e Alison Gates avevano sostituito segretamente i testi dei bigliettini che i personaggi avrebbero dovuto leggere ad alta voce davanti alla classe, inserendo battute che né Padilla né Gosling avevano mai visto prima. Il risultato è stato il caos più esilarante della stagione.
Padilla ha dovuto leggere a voce alta un bigliettino in cui si rivelava il dettaglio più imbarazzante di una sua visita ginecologica immaginaria. Gosling ha scoperto di aver mancato 133 tiri dalla lunetta di fila durante una sessione solitaria in palestra, cercando disperatamente di strapparsi la maglietta dopo il canestro finale. Mikey Day, il membro del cast più anziano che interpretava uno studente, era accusato di essere un poliziotto sotto copertura perché “sembrava troppo vecchio per essere lì”. In pochi secondi tutti e tre avevano perso completamente la testa, con le mani che tremavano e le battute che si spezzavano in risate genuine. Una dinamica che ricorda i tempi d’oro di Bill Hader e il personaggio di Stefon, quando John Mulaney cambiava le battute all’ultimo secondo per farlo crollare in diretta.
Ma il momento di Padilla con Gosling non si è fermato lì. I due erano già esplosi insieme durante uno sketch precedente nella serata — quello dei tre ciclopi deficienti in cui Gosling interpretava uno degli esseri monocoli e Padilla la guardiana di un tesoro che avrebbe dovuto mantenere il contegno. Non ci è riuscita. E le sue risate, autentiche e contagiose, hanno amplificato quelle dello stesso Gosling, creando quel cortocircuito di ilarità che il pubblico dell’SNL impazzisce ad aspettare.
Il giorno dopo, Padilla ha ammesso candidamente di essere rimasta sveglia la notte a chiedersi se quella risata le sarebbe costata il posto. L’SNL ha una regola non scritta ma notoriamente rigida: Lorne Michaels, il creatore e boss assoluto dello show da oltre cinquant’anni, non ama che i suoi attori escano dal personaggio. Eppure, racconta la stessa Padilla, è andata diversamente. Michaels non l’ha ripresa. Al contrario, le ha spiegato che quando Ryan Gosling arriva sul palco, lo show si trasforma in qualcosa di diverso: diventa suo, in un modo che libera tutti gli altri. Quelle risate, invece di essere una gaffe da nascondere, sono state celebrate come parte integrante dell’energia della serata.
Gosling stesso, ospite del Tonight Show di Jimmy Fallon pochi giorni prima della messa in onda, aveva già anticipato il suo rapporto complicato con la compostezza in scena. Aveva detto a Fallon che viene spesso rimproverato per le troppe risate sul set, finendo nello stesso calderone di Fallon stesso, noto per i suoi cedimenti in diretta. Ma al pubblico va benissimo così: quella vulnerabilità da star che si diverte davvero è esattamente quello che li ha resi entrambi adorati.
Va detto però che la serata del 7 marzo non ha regalato solo risate. C’era anche un sequel potenzialmente esplosivo in programma: il seguito dello sketch con Gosling e Mikey Day nei panni di due spettatori identici a Beavis e Butt-Head che avevano fatto impazzire il web nella precedente conduzione. Lo sketch era arrivato fino alle prove in costume, con Padilla anche lei nel cast, prima di essere tagliato dalla scaletta definitiva. Non è comparso neanche su YouTube, cosa che l’SNL fa a volte con i numeri eliminati per ragioni di tempo. Un appuntamento mancato che ha già acceso la curiosità dei fan, che ora chiedono a gran voce una quinta conduzione di Gosling solo per vederlo finalmente andare in onda.
Nel frattempo, Ryan Gosling non ha molto tempo da perdere sul divano. Il suo Project Hail Mary — il film di fantascienza diretto da Phil Lord e Christopher Miller in cui interpreta Ryland Grace, un insegnante di scienze che si risveglia su un’astronave a anni luce dalla Terra senza ricordare nulla — ha già incassato 583 milioni di dollari in tutto il mondo diventando il terzo film di maggior incasso del 2026. Con un 94% su Rotten Tomatoes e una critica che lo descrive come la fusione perfetta tra intelligenza e cuore, il film ha confermato definitivamente la sua doppia anima: stella drammatica sul grande schermo, re della comicità spontanea in televisione. Amazon MGM ha persino esteso la finestra di uscita in sala, posticipando lo sbarco in streaming perché il film, nelle parole del regista Christopher Miller, deve essere visto su uno schermo grande, con gli altri, in comunità.
Ashley Padilla, dal canto suo, si avvia a diventare la prima featured player dell’SNL dopo Bowen Yang a ricevere una nomination agli Emmy ancora in corso d’opera. Un riconoscimento meritato per chi, in due stagioni, ha trasformato ogni sketch in qualcosa di memorabile — anche, e forse soprattutto, quando smetteva di recitare e cominciava semplicemente a ridere.
