Arianna Mihajlovic, il dolore che non si spegne: “Dopo Sinisa non riuscivo nemmeno a fare la spesa”

Arianna Mihajlovic

C’era un silenzio carico di emozione nello studio di Domenica In domenica scorsa. Mara Venier ha guardato Arianna Mihajlovic negli occhi e, per un attimo, le parole sono sembrate superflue. Poi lei ha parlato. Non con rabbia, non con vittimismo. Con quella dignità ferita che solo chi ha perso l’amore della vita conosce davvero. E l’Italia, davanti alla tv, ha trattenuto il fiato.

Arianna Mihajlovic è tornata nel salotto di Mara Venier per la Festa della Mamma, madre di cinque figli, moglie di Sinisa Mihajlovic per trent’anni. Una presenza attesa e temuta allo stesso tempo. Perché quando parla di lui, del campione serbo scomparso nel dicembre 2022 dopo la lunga battaglia contro la leucemia, non ci sono filtri. C’è solo verità nuda.

L’amore con Sinisa Mihajlovic

Era stato un colpo di fulmine. Di quelli che segnano un’esistenza intera. Arianna lo ha ricordato con il sorriso di chi rivive un film bellissimo ma sa che il finale è già scritto. L’attrazione immediata, la vita insieme costruita mattone dopo mattone, tra trasferte, vittorie, sconfitte e quella complicità che andava oltre il calcio. Una famiglia numerosa, rumorosa, unita. L’immagine perfetta della famiglia Mihajlovic che tanti italiani hanno ammirato per anni.

Poi è arrivata la malattia. Sinisa Mihajlovic ha combattuto come solo lui sapeva fare: a testa alta, senza nascondersi. Arianna è stata al suo fianco ogni giorno. In ospedale, a casa, nei momenti di speranza e in quelli di paura pura. Ha visto l’uomo forte, il guerriero del campo, indebolirsi lentamente. E ha tenuto tutto dentro, per i figli, per lui, per non far crollare il mondo che avevano costruito.

Il racconto più duro a Domenica In

Ma è stato parlando del dopo che la voce di Arianna si è incrinata di più. «Quando è morto non riuscivo a fare nulla, nemmeno la spesa». Una confessione semplice, quasi banale, eppure potentissima. Perché rivela il vuoto siderale che resta quando se ne va la persona che era il centro di tutto. Non solo il dolore del lutto, ma la disorientamento totale. La sensazione che la vita quotidiana abbia perso ogni senso.

In tanti, sui social, hanno riconosciuto quel momento. Vedove, vedovi, figli che hanno perso un genitore. Persone che hanno capito che dietro l’immagine della “donna forte” c’era una moglie distrutta che ha finto a lungo di stare bene. Arianna ha raccontato di aver usato i social, in certi periodi, per mostrare una serenità che non c’era. Sorrisi forzati per proteggere i figli, per onorare la memoria di Sinisa, per non far vedere quanto facesse male respirare senza di lui.

La forza della famiglia Mihajlovic

Eppure, proprio dalla famiglia Mihajlovic arriva la spinta a rialzarsi. I cinque figli sono stati il suo salvagente. «Ho il privilegio di vivere e voglio farlo anche per lui», ha detto con quella voce ferma che nasconde anni di lacrime. Sinisa amava la vita con una passione viscerale. Arianna lo ha promesso: vivrà anche per lui. Per portare avanti i progetti che avevano insieme, per vedere crescere i ragazzi, per onorare l’uomo che ha amato dal primo istante.

Il pubblico ha reagito con un’ondata di affetto. Messaggi di vicinanza, storie personali condivise, mamme che si sono riconosciute nella fatica di essere forti per i propri figli anche quando dentro si sta crollando. Perché la storia di Arianna Mihajlovic va oltre il calcio e il gossip. Parla di amore vero, di malattia che stravolge tutto, di lutto che non segue regole e di resilienza femminile che non è mai lineare.

Il dolore dopo la malattia

Sono passati oltre tre anni dalla scomparsa di Sinisa Mihajlovic. Il tempo non cancella, semmai rende più nitido il vuoto. Arianna lo ha ammesso con onestà disarmante: solo negli ultimi mesi sta davvero realizzando che lui non tornerà. La casa che ancora porta la sua presenza, i ricordi che arrivano all’improvviso, le piccole cose quotidiane che diventano montagne invalicabili.

Mara Venier, con la sensibilità che la contraddistingue, ha saputo accompagnarla in questo racconto senza forzature. E lo studio si è trasformato in un luogo quasi intimo, dove il pubblico a casa ha potuto sentire il peso di un dolore autentico, lontano dai riflettori patinati del solito entertainment.

Arianna Mihajlovic non cerca pietà. Non vuole essere consolata a tutti i costi. Vuole solo poter parlare di Sinisa senza che diventi tabù. Vuole che i suoi figli crescano sapendo che il padre è stato un grande uomo, prima ancora che un grande calciatore. E vuole, giorno dopo giorno, ritrovare il gusto di vivere. Per sé e per l’amore della sua vita che continua a guardarla da lassù.

In un’Italia che spesso nasconde il lutto dietro frasi di circostanza, la sua intervista ha fatto breccia. Perché ha mostrato la vulnerabilità di una donna che per anni è stata “la moglie di”. E che oggi, con coraggio, sta imparando a essere Arianna. Con Sinisa ancora nel cuore, sempre. Ma con la determinazione di chi sa che la vita, nonostante tutto, deve continuare.

La sua storia resta una delle più belle e dolorose del nostro panorama. Un amore lungo trent’anni, una malattia combattuta insieme, un addio troppo prematuro e una rinascita lenta, faticosa, autentica. E mentre i social si riempiono di messaggi di sostegno, una cosa è chiara: Arianna Mihajlovic non è più solo la moglie di Sinisa. È una donna che sta riscrivendo il suo domani, un passo alla volta, con la forza che lui le ha insegnato.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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