Buon lunedì 19 gennaio: e se questo lunedì blu fosse il giorno in cui decidi di non arrenderti al grigio?

Buongiorno. È lunedì 19 gennaio 2026, e fuori fa ancora freddo, il cielo è basso, le sveglie suonano come un rimprovero. Eppure, in mezzo a questo inizio settimana che tutti chiamano “il più triste dell’anno”, c’è qualcosa che ti chiama per nome. Non è solo un altro lunedì: è il tuo lunedì. Quello in cui puoi scegliere se lasciarti trascinare dal peso o se iniziare a spostarlo, un respiro alla volta.
Quasi tutti i siti e i portali mattutini stanno pubblicando la stessa cosa: un “buon lunedì 19 gennaio” con foto di caffè fumanti, frasi motivazionali preconfezionate, elenchi secchi del santo del giorno e auguri generici da copiare-incollare su WhatsApp. Liste di santi senza anima, calendari senza battito, immagini stock che dicono “sorridi” mentre dentro senti il contrario. È il rito del lunedì mattina: veloce, superficiale, dimenticabile.
Ma c’è un angolo che nessuno illumina davvero. Oggi si ricordano i Santi Mario, Marta, Audiface e Abaco, una famiglia persiana che nel III secolo lasciò tutto per venire a Roma a venerare i martiri, finendo per seppellire i corpi dei cristiani uccisi e pagando con la vita. Non erano eroi isolati: erano una famiglia intera, unita nella fede e nel gesto semplice di dare dignità ai morti. In un lunedì come questo, che sa di fatica e di Blue Monday, la loro storia sussurra una verità scomoda ma dolce: anche nei giorni più grigi, l’amore e la solidarietà non si fermano. Non servono gesti enormi: basta un atto di cura, un messaggio vero a qualcuno che sta male, un “come stai?” detto con gli occhi. Quel piccolo gesto è già resistenza al grigio.
Perché questo lunedì 19 gennaio 2026 conta di più di quanto sembri? Perché è il terzo lunedì di gennaio, il famoso Blue Monday, quando la stanchezza post-natalizia si somma alle bollette, ai buoni propositi già sgretolati e alle giornate ancora troppo corte. Eppure proprio oggi, con il peso del mondo addosso, è il momento ideale per un reset silenzioso. Non per fingere entusiasmo, ma per riconoscere la fatica e dirle: “Ok, ci sei. Ma non sei tutto”. È il giorno in cui puoi ricominciare senza proclami: un caffè bevuto con calma, una passeggiata anche se piove, un pensiero gentile verso te stesso prima che verso gli altri.
Sui gruppi WhatsApp e su Facebook già girano i primi “buongiorno lunedì 19 gennaio 2026” con cuoricini e gattini, ma sotto sotto c’è altro. C’è chi scrive “non ce la faccio più” e riceve in risposta un abbraccio virtuale; chi posta una storia con la tazza e la caption “forza che poi passa”; chi semplicemente mette “❤️” senza parole, perché oggi le parole pesano. È il subtest del lunedì: tutti fingiamo di essere pronti, ma in realtà stiamo cercando conferme che non siamo soli in questa nebbia.
E tu? In questo buongiorno lunedì 19 gennaio, con il ricordo di una famiglia che ha dato tutto per un gesto d’amore, ti chiedo piano: qual è il piccolo atto di cura che puoi fare oggi per te o per qualcuno? Non deve cambiare il mondo. Basta che cambi un po’ il tuo lunedì. Condividilo, se ti va. O tienilo per te. Ma fallo. Perché anche i lunedì più blu possono diventare il giorno in cui hai scelto di non spegnerti.
Buon lunedì 19 gennaio. Ce la facciamo, insieme.
