Federazione Italiana Giuoco Calcio sotto assedio: l’inchiesta sugli arbitri torna a lambire l’Inter

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La Federazione Italiana Giuoco Calcio si trova nuovamente al centro di una tempesta che rischia di travolgere l’intero sistema arbitrale del campionato Serie A. L’indagine della Procura di Milano su Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B, ha riportato alla luce presunte pressioni e designazioni pilotate, con l’Inter finita indirettamente nel mirino per alcune gare della scorsa stagione, tra cui Bologna-Inter e la semifinale di Coppa Italia contro il Milan.

Giuseppe Marotta, presidente nerazzurro, è intervenuto con parole nette: l’Inter calcio sarebbe «estranea ai fatti» e intende restarlo anche in futuro. Una presa di posizione che arriva dopo l’autosospensione di Rocchi e del supervisore VAR Andrea Gervasoni, e mentre la Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè si prepara a sentire il designatore il 30 aprile.

Il caso ruota attorno ad accuse di frode sportiva. Secondo gli inquirenti, Rocchi avrebbe favorito la designazione di direttori di gara considerati “graditi” all’Inter, in momenti delicati della lotta scudetto e coppa. Nomi come Andrea Colombo per Bologna-Inter e la gestione della designazione di Daniele Doveri per le partite contro il Milan finiscono sotto la lente. Episodi che, se confermati, riaprirebbero ferite mai del tutto rimarginate tra club, arbitro e vertici federali.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio si trova in una posizione delicata. Da un lato deve tutelare la credibilità del sistema arbitrale, già provato da una stagione ricca di polemiche VAR e errori riconosciuti. Dall’altro deve gestire un’inchiesta giudiziaria che rischia di trascinare nel fango non solo l’AIA, ma l’intera immagine del campionato Serie A. Il presidente Gabriele Gravina, già impegnato nella riforma del settore arbitrale con l’idea di una società partecipata, ora si ritrova a fronteggiare un’emergenza che potrebbe accelerare – o complicare – i piani di professionismo per i direttori di gara.

Nel frattempo, l’ambiente nerazzurro vive ore di fastidio e amarezza. L’Inter ribadisce di non aver mai chiesto favori, ma sa bene che il solo sospetto basta a rinfocolare vecchie polemiche sui derby e sulle partite di Inter. I tifosi nerazzurri, divisi tra rabbia per il tempismo dell’inchiesta e preoccupazione per possibili ripercussioni, riempiono i social di commenti accesi. Dall’altra parte, i sostenitori delle rivali (soprattutto Milan e Juventus) non perdono occasione per ricordare episodi passati, alimentando un clima già surriscaldato nel Milan Inter e nelle partite Inter.

L’impatto sul campo resta per ora limitato, ma la tensione è palpabile. L’Inter oggi in Serie A deve concentrarsi sulle prossime partite Inter, con la mente che inevitabilmente torna alle designazioni arbitrali e al clima di sospetto che potrebbe condizionare il finale di stagione. La lotta per lo scudetto o per un posto Champions non ha bisogno di ombre aggiuntive.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio è chiamata a dare risposte rapide e credibili. Un eventuale commissariamento dell’AIA o un’accelerazione della riforma arbitrale sembrano ormai inevitabili. Nel frattempo, l’inchiesta prosegue e il silenzio dei vertici federali rischia di essere interpretato come debolezza. Rocchi e Gervasoni sono fuori gioco, ma il sistema che li ha espressi resta in piedi, con tutte le sue fragilità.Nelle prossime settimane si capirà se questa ennesima bufera arbitrali produrrà solo polemiche estive o se porterà a cambiamenti strutturali profondi. L’Inter, dal canto suo, continua a giocare sul campo, ma sa che ogni fischio, ogni VAR e ogni designazione saranno scrutati con sospetto maggiore. Il campionato Serie A non può permettersi un altro anno di veleni: la credibilità è un bene troppo prezioso per essere sprecato.

Oren Martin

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